Tipologie di tetti

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Cosa identifica la tipologia di un tetto


I tetti non sono tutti uguali e non è un caso.
La loro funzione e la loro evoluzione sono il frutto di un confronto con i luoghi e con le tecnologie che sono in continua innovazione.
Inoltre ad aumentare le diversità fra le tipologie di tetto :

  • sono i diversi materiali reperibili

  • le tecniche utilizzate per la loro manutenzione

  • le funzioni da assolvere per cui vengono progettati.

Quindi le tipologie di tetti continuano a cambiare in base alla loro funzionalità ma anche secondo gusti e mode.

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Una prima distinzione: tetti a falde inclinate e tetti piani

Una prima distinzione: tetti a falde inclinate e tetti piani

L’origine di queste due tipologie di tetto ha a che fare con il clima.
Le falde inclinate nei luoghi freddi dovevano portare via rapidamente l’acqua e la neve, in modo che non penetrassero all’interno. Nei climi secchi questa funzione veniva meno: la copertura piana era adatta issima a difendere da sole, vento e intrusioni. I materiali usati erano quelli locali: argilla, pietra, legno, terra.
Oggi invece è il gusto formale a ispirare il tetto: la tradizione conduce generalmente al tetto a doppia falda o a padiglione, mentre la modernità a terrazze piane anche verdi, a lunghe monofalde, a curve e possiamo disporre di moltissimi materiali e tecnologie.

Villa a Verona con tetto a falde

Tipologie di tetti a falda

Tetto a falde

Tetto a falde

I tetti di oggi dai tetti del passato

I tetti di oggi dai tetti del passato

Al di là delle questioni estetiche, il tetto di un tempo, anche quando caratterizzato da geometrie molto complesse, doveva “solo” proteggere da pioggia e neve. 
Oggi invece la sua stratigrafia complessa deve anche isolare acusticamente, coibentare termicamente d’inverno, contrastare il caldo estivo, proteggere la struttura portante, evitare che si creino muffe e condense, rimanere stabile in caso di sisma, resistere al fuoco, costituire un luogo di manutenzione sicuro, durare nel tempo, non creare danni all’ambiente.

Struttura portante del tetto

Guida agli interventi sul tuo tetto di casa

Dalla valutazione delle esigenze alla richiesta di un sopralluogo, dalla definizione di un preventivo alla scelta dell’impresa e del prodotto: una breve guida che sintetizza tutte le fasi per eseguire un intervento sul tetto di casa.

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Quando il tetto è tradizionale e quando è moderno?

Quando il tetto è tradizionale e quando è moderno?

Sono diversi i parametri che rendono una copertura moderna o ispirata al passato. 
Talvolta è la forma: siamo portati a pensare che un tetto a capanna sia tradizionale, mentre una lunga monofalda a bassa pendenza o superfici ondulate siano attuali.
Ma giocano un ruolo importante anche la tipologia di manto, fatta di colori classici o contemporanei, finiture omogenee o antichizzate, ferme o mosse e trame, che rendono il senso della tattilità.
In ultimo citiamo la destinazione: una copertura piana destinata a verde, alla ricreazione o ad altre funzioni è certamente attuale.

Tetto tradizionale e moderno

Come pensare al tetto di oggi

Come pensare al tetto di oggi

Il tetto di oggi è un tetto che si confronta con ciò che ha attorno. Non necessariamente è tradizionale, a meno che sia richiesto specificamente dalle prescrizioni urbanistico/edilizie, ma certamente dialoga con l’ambiente circostante anche quando volutamente se ne distacca in una costruzione moderna. Certamente si confronta con il contesto urbano o rurale, la geografia, il clima, l’ambiente, la destinazione ed il comfort che desidera ottenere. Va progettato perché sia bello e funzionale ma anche sostenibile in termini ecologici, economici e sociali. In una parola deve durare nel tempo senza impattare sull’ambiente e le generazioni future.

Esempio progettazione tetto

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Approfondimenti sulle tipologie dei tetti dal blog

Curiosità sulle tipologie dei tetti

La tipologia di tetto a falda è il sistema di copertura più diffuso nella storia delle abitazioni italiane. Si definiscono così per la loro evidente caratteristica delle facce inclinate che ne consentono la sua classica forma.

La percentuale di pendenza determina la classificazione del tetto come “a falda” o planari inclinate: dev’essere >5%. 

La tipologia di tetto a falde ha un certo grado di pendenza e, di conseguenza, vengono utilizzate coperture discontinue che impediscono all’acqua di penetrare: le tegole o i coppi. Si tratta di tetti a falda coperti, appunto, con coppi o tegole per far defluire le piogge.

Questo tipo di tetto è, quindi, costituito da uno o più piani inclinati che si intersecano tra loro attraverso rette di compluvio che formano angoli rientranti, o rette di displuvio che vanno a formare angoli sporgenti.

 La tipologia di tetto a falde presenta diversi strati:

  • Struttura portante: sorregge gli altri strati per far sì che resistano alle intemperie;

  • Manto di copertura: la sua funzione è quella di trattenere l’acqua;

  • Strato di ventilazione: controlla le condizioni geotermiche della copertura attraverso il passaggio dell’aria;

  • Strato di isolamento termico: aumenta la coibentazione del tetto;

  • Barriera al vapore: impedisce il passaggio di vapore e il rischio di condensa ed infiltrazioni.

La struttura portante, in primis, influenza ampiamente la scelta dei materiali per la tua copertura: una struttura in legno necessita di isolanti che forniscano massa adeguata al fine di migliorarne il funzionamento estivo nelle ore diurne più calde; una struttura latero-cemento, invece, è consigliato l’utilizzo di isolanti sintetici per aumentare il comfort invernale e ridurre lo spessore del sistema tetto.

Gli strati del tetto a falde costituiscono una determinata stratigrafia della copertura, definita come:

  • Copertura non isolata e non ventilata;

  • Copertura non isolata e ventilata;

  • Copertura isolata e non ventilata (detta “a caldo”);

  • Copertura isolata e ventilata (detta “a freddo” o “cool roof”).

I tetti “a caldo”, solitamente vengono utilizzati per i sottotetti abitabili; mentre il cool roof è ideale per creare un maggior comfort interno, soprattutto in abitazioni situate all’ultimo piano dell’edificio dove in estate la ventilazione aiuta a smaltire il maggior irraggiamento solare.

Per ultimo ma non per importanza, il tetto a falde coincide con il sottotetto. Se le falde hanno pendenze importanti, l’ultimo solaio può essere trasformato in uno spazio abitativo utilissimo per usufruire di un angolo in più in casa e renderlo una mansarda abitabile.

È indispensabile che sia predisposto un sistema isolante sia lungo le metrature perimetrali sia lungo le falde per vivere l’ambiente in modo confortevole tutto l’anno ed evitare sprechi e costi eccessivi in bolletta.

Le operazioni, come questa, di efficientamento energetico godono delle detrazioni fiscali 65% o super Eco e Super Sisma Bonus al 110%. Puoi confrontarti con il tuo tecnico di fiducia per valutare in quale casistica il tuo immobile rientri e l’azione più opportuna.

Scarica la guida al sistema tetto BMI

Le coperture a falde si distinguono in diverse tipologie. Due elementi le contraddistinguono: la linea di colmo e la linea di gronda. La lunghezza della falda e il dislivello tra questi componenti del tetto caratterizzano due varianti di tetto a falda. Si parla di tetto a colmo costante o a gronda costante.

La scelta della geometria delle falde tiene conto del luogo in cui si si trova l’abitazione, delle tradizioni architettoniche locali e del clima. 

La conformazione di questa struttura a falde si adatta facilmente a differenti condizioni climatiche.
Come? Variando la pendenza.
Infatti, per climi mediamente piovosi e con modeste precipitazioni nevose si adottano pendenze intorno al 30-35%; per climi, invece, dove abbonda la neve si raggiungono e superano pendenze dell’ordine del 150%.

Chiaramente questa distinzione è dettata dalla necessità di far defluire nel miglior modo possibile l’acqua.

In base a questo fattore differenziante, le coperture a falda sono classificabili ulteriormente in:

  • Tetti a displuvio: l’acqua piovana viene convogliata verso l’esterno dell’edificio;

  • Tetti a impluvio: l’acqua piovana scorre verso un punto o una linea di gronda interna all’edificio;

  • Tetti a leggio o ad una falda: l’acqua defluisce lungo un’unica superficie che è posta su pareti con altezze differenti;

  • Tetti a capanna: sono coperture a due falde tradizionale, la pendenza è uniforme, la forma inclinata permette di allontanare velocemente l’acqua e favorisce la ventilazione;

  • Tetti a padiglione: hanno una pendenza accentuata con falde spioventi, ideale per edifici situati in zone soggette spesso a nevicate.

In sintesi, quali sono gli aspetti geometrici che differenziano il tetto a falde?

  • La tipologia di copertura (a capanna, a padiglione, monofalda, …);

  • La pendenza delle falde (importante per scegliere al meglio il manto e l’impermeabilizzazione della copertura);

  • L’articolazione delle falde (colmi, displuvi, impluvi, presenza di dislivelli, …);

  • La presenza di discontinuità (comignoli, sfiati, finestre da tetto, abbaini, …).

Bene, ora abbiamo ben chiari quali sono gli aspetti caratterizzanti il tetto a falde. 

In seconda battuta, dobbiamo considerare gli elementi del tetto interagenti e adeguatamente predisposti, per assicurare un comfort abitativo 365 giorni l’anno. La geometria, la struttura portante e il manto di copertura sono tre fattori che determinano la scelta della stratigrafia del tetto.

Per questo BMI ha pensato a 3 pacchetti differenti:

  • Sistema FIRST: per una copertura dalla geometria semplice e di grande estensione, garantisce un buon comfort interno sia d’estate che d’inverno;

  • Sistema PRO: per strutture in cemento, assicura prestazioni costanti nel tempo;

  • Sistema WOOL: per coperture tradizionali lignee in cui è necessario un isolante di spessore come la lana di roccia, resistenze al fuoco e fonoisolante.

Per avere un’idea chiara è necessario affidarsi a mani esperte di un progettista e poi della tua impresa edile di fiducia.

Scopri i pacchetti e sistemi tetto

La differenza principale che distingue le varie tipologie di tetti a falda è data dalla pendenza.
La scelta della pendenza deve considerare la possibilità di poter usufruire l’altezza del sottotetto e seguire determinati criteri minimi: l’inclinazione dev’essere sufficiente a garantire la tenuta all’acqua e non eccessivamente alta da provocare uno spostamento o scivolamento dei materiali del manto di copertura.
Le diverse geometrie dei tetti a falda e le tegole scelte sulla copertura creano differenze di carattere estetico e funzionale all’abitazione.

La tegola riveste un ruolo importantissimo perché caratterizza lo strato più esterno del tetto, direttamente esposto alle azioni atmosferiche, diventando lo strato di impermeabilizzazione primaria. Non solo, a differenza del manto in lamiera, le tegole riducono i rischi quali la condensa sotto manto, il comportamento acustico non ottimale e l’inquinamento dato dall’acqua in falda con ioni di metallo.

Dal punto di vista estetico, il colore delle tegole può fare la differenza.
Il tetto a falde tipicamente lo immaginiamo dallo stile tradizionale, con tegole in cotto dalle calde colorazioni della terra che ricordano i tipici borghi storici italiani. 
L’ampia gamma di texture (opaca o lucida) e colorazioni permette, però, di avvicinarsi ad uno stile moderno scegliendo colori più scuri e freddi, con una copertura puramente tradizionale come il tetto a falde. 
Se vuoi reinterpretare in modo contemporaneo la tradizionale copertura a falde, realizzare insieme tradizione e contemporaneità le sfumature da scegliere vanno dal grigio perla, ardesia, al testa di moro e nero.

Gli esempi pratici di tegole BMI, di passato e attualità:

  • La tegola BMI per eccellenza adatta ai tetti a falda per uno stile lineare e attuale è Tegal Innotech: coniuga modernità, resistenza, stabilità e impermeabilità.
    L’effetto estetico è sorprendente, perché il manto sarà caratterizzato da una superficie liscia, omogenea, rifinita nei dettagli, quasi morbida al tatto e satinata alla vista.

  • Per un tetto decisamente classico, con una tegola che sembra quasi fatta a mano dalle striature e colorazioni nette della terra: Coppo Domus, presente in molteplici nuance che attingono alla storia dei tetti italiani.

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