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Edilizia: tutto congelato... cosa fare per prepararsi a ripartire?

Un focus sull'attuale situazione dei progettisti e degli addetti ai lavori per capire come reagire all'attuale rallentamento determinato dal Coronavirus
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Edilizia e coronavirus

Edilizia: tutto congelato... cosa fare per prepararsi a ripartire?

Sono giorni di grandi incertezze, sia nelle nostre famiglie che nel nostro lavoro. La pandemia scatenata dal nuovo Coronavirus ha completamente rivoluzionato la realtà quotidiana nella quale eravamo immersi: la distanza sembra quasi essere la nuova normalità.

Le restrizioni messe in atto per la tutela della salute della popolazione e il contenimento del contagio stanno generando pesanti - e inevitabili - ripercussioni su tutto il mondo del business, non per ultimo il settore immobiliare: il Rapporto Immobiliare 2020 di Nomisma parla già di una perdita di fatturato tra i 9 e i 22 miliardi per il residenziale, e nell’ arco di tre anni potrebbe portare a un calo nell'ordine tra i 49 miliardi e i 122 miliardi.

Uno scenario in evoluzione nel quale tutto è cambiato nelle modalità di lavoro, portando con sé molte sfide per rimanere in gioco e nuove opportunità per crescere e diventare più forti da questa esperienza.

Lavoro da remoto: difficoltà per architetti, ingegneri e geometri

Queste categorie di liberi professionisti, come tutti, sono bloccate a casa. 

Se da un lato lo smart working può venire loro incontro, dall’altro non può supplire in toto alla dinamicità delle loro giornate. Lavorare da casa e gestire il lavoro diventa difficoltoso quando si è abituati alla tranquillità e allo stacco del proprio studio.

Essere preparati allo smart working non è cosa scontata: ci sono studi di grandi dimensioni che sono abituati a colloquiare da una parte all’altra del mondo, ma il classico studio di progettazione spesso non è strutturato per lavorare da remoto, per esempio in conference call.

Un’ulteriore complicazione è data dai rapporti con collaboratori e dipendenti: diventa difficile progettare, perché la trasmissione di informazioni o il coordinamento del lavoro non è semplice. Non tutti sono abituati ad usare strumenti di collaborazione come Skype o videocall: serve avere davanti tavole e disegni e condividere documenti.

Bisogna tenere conto poi dell’impossibilità di relazionarsi con gli stakeholder tipici come catasto, Comune, agenzie grafiche che stampano materiale e qualsiasi altra figura che intervenga nel progetto. Siamo abituati a lavorare in team di progettazione (capi-progetto, strutturista, disegnatori, progettista di impianti, il geologo, architetti-ingegneri-disegnatori), e farlo da casa propria è complesso, senza un tavolo dove mettersi tutti intorno per vedere i disegni. Anche condividere determinati file diventa problematico, come le planimetrie di edifici in 3D, con il rischio di fare delle scelte sbagliate.

Infine le restrizioni di movimentazione hanno portato in questi giorni alla chiusura dei cantieri, ad esclusione di quelli infrastrutturali come quello del ponte di Genova. Ci sono state delle deroghe per lavori in cui era indispensabile procedere al completamento, per evitare il deterioramento delle strutture. In una situazione del genere sono saltate tutte le tempistiche, che non si possono più rispettare.

Come può reagire un progettista durante questa emergenza?

Nonostante le numerose difficoltà che le modalità da remoto comportano nel lavoro, non mancano le opportunità per reagire proattivamente a questa situazione. 

Cosa si può fare? Qualche suggerimento:

 

  • Pensare con calma e in modo più strutturato ai progetti futuri, cosa che di solito non si riesce a fare mai. Un’occasione anche per fare ordine e sistemare lavori arretrati visto l’incredibile rallentamento dei tempi;
  • Formazione a distanza: è appena iniziato il terzo triennio della formazione obbligatoria e anche se non possibile partecipare di persona agli incontri, si può prendere parte a webinar e FAD
  • Riorganizzarsi e ristrutturare il proprio modo di lavorare: identificare quali attività sono time consuming e come riprogettarle in ottica migliorativa integrare i tool collaborativi online nella propria routine per agevolare il lavoro anche quando la situazione tornerà alla normalità
  • Aggiornarsi e cercare prodotti qualitativi: presi dalla frenesia del lavoro e magari dalle richieste puntuali della committenza lo sguardo si rivolge spesso a prodotti conosciuti. Perchè non sfruttare questa occasione per vedere cosa offrono i vari brand e, magari, dare vita a quel progetto chiuso nel cassetto?

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